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Imperio Rossi, un vetraio artista torna alla rubrica ›

Marzo 2006 -

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  • Imperio Rossi

    Si dice che il vino buono stia nella botte piccola, a significare che le dimensioni non devono trarre in inganno e che il meglio va ricercato nelle cose meno voluminose o appariscenti. Una dimostrazione della verità di questo proverbio ce la fornisce Imperio Rossi, detto “Pei”: di lui tutto si può dire fuorché sia un gigante dal punto di vista fisico, ma nel suo lavoro è davvero un grande. E il suo mestiere è plasmare il vetro, un’attività che gli riesce davvero bene, tanto che le sue creazioni sono apprezzate ed esportate in tutto il mondo.

    Imperio, com’ è iniziata la tua carriera?
    Ho cominciato a lavorare a Murano da giovanissimo, girando varie fornaci, inizialmente come aiutante dei maestri, imparando le tecniche del procedimento e “rubando” costantemente con gli occhi i loro segreti. Nel frattempo mi esercitavo da solo nel tempo libero, perfezionandomi con il passare del tempo, sino al punto da poter immaginare un percorso di lavoro autonomo. Così ho costituito una società con un collega e abbiamo dato vita a una piccola azienda. Spesso le cose vanno diversamente da come si programmano e a noi è successo che ci siamo divisi. Ma il mio cammino professionale ormai era deciso e quindi ho continuato l’attività da solo, non senza difficoltà all’inizio, ma oggi posso dire che fu la scelta giusta. Il tempo mi ha dato ragione. 

    Quali sono le tue produzioni?
    Nei primi anni avevo puntato sulla creazione di una serie di vasi e piattini, oltre a bomboniere lavorate con l'oro e l'argento. Con questi articoli da regalo ero riuscito a conquistare un buon mercato soprattutto nel meridione, acquisendo una clientela interessante. Poi, però, l’avvento delle produzioni cinesi, vere e proprie riproduzioni dei modelli muranesi, prive di qualità e originalità ma vendute a prezzi stracciati, mi hanno obbligato a riconvertire il mio lavoro. Da sette, otto anni mi dedico alle murrine, creando articoli di varia natura: vasi, lampade da tavolo e altro ancora. Lavorano con me due aiutanti di buon livello, Mauro Nesto e mio nipote Diego Vidal, che è anche prodigo di consigli sulla composizione delle murrine e sulla preparazione di nuovi oggetti. Per quanto riguarda invece i rapporti con i clienti e la partecipazione alle fiere, mi avvalgo del prezioso aiuto di mia moglie e di mia figlia.

    E’ un lavoro che richiede grande manualità ma anche notevole fantasia: da dove trai l’ispirazione per le tue creazioni?
    Sinceramente non lo so. A volte mi trovo a pensare a qualcosa di nuovo, prendo un foglio e disegno l’idea, proiettandomi già nella sua realizzazione in murrina. Altre volte l’ispirazione mi viene fornita dai giornali e riviste che sfoglio. Poi ci metto del mio…

    Come si svolge il tuo lavoro?
    Come detto, cerco di trasformare immagini e idee in oggetti. A casa mi preparo le piastre con le murrine disponendole con le linee o forme che poi andrò a imprimere nel vetro. Le murrine le acquisto da una fabbrica muranese e poi le lavoro con uno stile personale, tagliandole e preparandole in modo da rendere il più originale possibile le mie creazioni. A volte mi aiuta anche mio figlio Fabio, diplomato alla scuola d'arte ed esperto del vetro a lume: è lui a fornirmi dei modelli per le lavorazioni.

    Oggi qual è la tua clientela?
    Ho acquirenti in tutto il mondo e recentemente ho avuto richieste persino dall’Alaska. Ma, partecipando a numerose fiere anche in Italia, non mancano gli ordini provenienti da diverse parti della penisola. Non chiedermi di più degli aspetti promozionali e commerciali: come ho detto, di ciò si occupano i miei familiari, io mi concentro quasi esclusivamente sulla produzione.

    E’ un lavoro che ti appassiona?
    Mi capita spesso di non veder l’ora di tradurre un disegno in un’opera. Una voglia irrefrenabile di dare concretezza a ciò che immagino. Sono innamorato del mio mestiere, perché mi offre la possibilità di dare forma e sostanza a qualcosa che nasce dentro di me. E poi non c’è soddisfazione più grande di costatare che le proprie creazioni piacciono alla gente. 

    Tra i tuoi clienti ci sono anche personaggi famosi?
    Due anni fa in fiera a Milano abbiamo avuto i complimenti di Marta Marzotto che ha acquistato vari vasi e una piantana a sei luci. Ci ha commissionato anche altri articoli da utilizzare come bomboniere.

    Nessuna voglia di smettere?
    No, anzi spero di lavorare il più a lungo possibile, non solo perché mi piace molto, ma anche per cercare di migliorarmi e di vincere la mia piccola sfida, che però insieme a quella degli altri colleghi vetrai è una vera e propria battaglia, per dimostrare che l’invadente mercato orientale è fatto di quantità ma non di qualità. Quando deciderò di lasciare, farò in modo che a proseguire questa attività sia mio nipote, trasferendo a lui non solo le mie conoscenze, ma anche il mio entusiasmo. E allora mi dedicherò, come faccio adesso nei giorni liberi, alla mia grande seconda passione, la caccia.

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