tabby colony

Gatti randagi: ecco come si affronta e si risolve il problema

Pubblichiamo la lettera di un concittadino che racconta la sua esperienza e l’aiuto ricevuto dall’Associazione “Peluches”

sabato 22 febbraio 2014 · Territorio e Ambiente · di: Redazione
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  • 22.02.2014 · Territorio e Ambiente · di: Redazione
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  • Scrivo ai cittadini di Cavallino-Treporti per raccontare come sono stato aiutato dai volontari dell'Associazione Animalista “Peluches” a risolvere una situazione che può accadere a molti.

    Nella scorsa primavera mi sono accorto dell'aumento di gatti randagi attorno a casa mia, forse a causa di alcuni gatti non sterilizzati che hanno iniziato a riprodursi: inizialmente era piacevole avere dei "vicini" che animavano le giornate con la loro compagnia, ma in breve tempo il loro numero era cresciuto abbastanza da farmi preoccupare.

    Conoscendo i volontari dell'Associazione “Peluches” e i servizi gratuiti che offrono alla popolazione di Cavallino-Treporti, li ho subito contattati per chiedere informazioni su quali fossero le procedure da seguire per poterli aiutare.

    La prima fase è stata, nel mio caso, creare una sorta di "colonia-oasi" dove i gatti riuscissero a trovare quotidianamente cibo e riparo, lontano da elementi che li potessero spaventare (viavai di macchine, persone, altri animali domestici). Questo per far forza sull'aspetto abitudinario dei gatti, che tendono a ritornare dove trovano cibo: in questa maniera il gatto viene "addomesticato" a frequentare un luogo.

    La seconda fase avviene dopo un periodo abbastanza lungo di creazione della colonia (nel mio caso questo è avvenuto a gennaio), e consiste in un sopralluogo da parte dei volontari per capire le caratteristiche della colonia (numero dei gatti, quantità di femmine, distanza che i gatti possono sopportare dagli umani prima di sentirsi in pericolo), in modo da poter procedere alla fase successiva in maniera efficace.

    Fatto il sopralluogo, segue la fase della cattura che termina quando vengono prese almeno tutte le femmine, in maniera da bloccare l'aumento del randagismo. I gatti  catturati vengono portati all'ambulatorio veterinario di Treporti, per essere sterilizzati e tenuti in osservazione; successivamente vengono riportati nel luogo della cattura e liberati, dove si può provvedere a mantenere la colonia, la quale solitamente si riduce della metà a causa dell'allontanamento dei randagi, mortalità naturale o incidentale.

    Propongo di seguito le risposte che i volontari hanno dato ad alcune mie domande.

    Perché creare una colonia-oasi sotto casa?
    Non è necessario che sia sotto casa, basta che sia protetta dai fattori di disturbo suddetti.

    Devo portare io il cibo alla colonia?
    Essendo il randagismo un problema della società, ogni cittadino può contribuire a risolverlo. L'Associazione può contribuire, grazie alle donazioni di cibo provenienti dalla solidarietà di molti cittadini di Cavallino-Treporti, ma l'Associazione non riuscirà mai a seguire tutte le colonie create per arginare l'aumento dei randagi.

    Perché liberarli ancora? Non si possono mandare da qualche parte?
    Come detto, il gatto è territoriale e liberarlo in un luogo diverso da dove si sente a suo agio, lo mette in agitazione, portandolo alla fuga, allo spaesamento e all'arrecare disturbo alle case limitrofe alla zona di liberazione (praticamente si scarica il problema su altri cittadini, cosa poco civile!)

    Posso prenderli io e liberarli in un’altra zona del litorale?
    L'abbandono di animali sul territorio comunale è contro il regolamento comunale e può essere denunciato da chi assiste alla liberazione di animali e può essere sanzionato dalle autorità: come detto prima, scaricare il problema del randagismo su altri cittadini è incivile e non deve essere permesso.

    Ringrazio Patrizia e i volontari per l'aiuto che mi hanno dato, visto che mi sarei trovato a settembre con potenzialmente una cinquantina di "coinquilini" poco graditi.
    Prevenendo l'aumento del randagismo, possiamo rispettare gli animali, gli altri cittadini e soprattutto ci prendiamo cura del posto dove abitiamo (inteso sia come abitazione privata, sia come ambiente comunale). 

    HLB

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