Via di CaSavio 1

Cavallino-Treporti ha il suo percorso di guerra. Si chiama via di Ca’Savio

Che fine hanno fatto le contestazioni a chi lavorò male e di fretta per chiudere il cantiere?

mercoledì 04 maggio 2016 · Territorio e Ambiente · di: Marco Agazia
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  • 04.05.2016 · Territorio e Ambiente · di: Marco Agazia
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  • Avvallamenti, buche, fessure, improbabili rattoppi, asfalto sbriciolato… via di Ca’Savio più che una strada sembra un luogo che celebra i cent’anni della Grande Guerra.

    Nei prossimi giorni sarà fatta un’altra superficiale asfaltatura, buttando un po’ di bitume tra le vecchie chiazze consumate di asfalto e sopra la pavimentazione in porfido, per cercare di rendere meno pericolose le insidie oggi esistenti per ciclisti e pedoni.

    Ma già si sa che anche questo intervento provvisorio finirà per dimostrare tutta la sua inadeguatezza, sul piano della resistenza, della rumorosità e dal punto di vista estetico, come quelli realizzati dopo che il fondo stradale, nel 2012, aveva dato i primi segni di cedimento.

    E’ solo di pochi mesi fa un tentativo miseramente fallito di porre rimedio al precoce deterioramento causato dalla pessima esecuzione dei lavori, per la fretta con la quale furono terminati (a proposito: che fine hanno fatto le contestazioni alla ditta appaltatrice, se mai sono state fatte?).

    Perché non è in discussione l’opera, ma come è stata realizzata! Per la sua funzione anche di isola pedonale e di luogo di incontro e per la sua centralità, via di Ca’Savio è stata giustamente a suo tempo voluta non come un’anonima striscia d’asfalto ma come una strada più elegante e curata. L’errore non sta nella scelta di una pavimentazione pregiata, ma nella frettolosità con cui venne chiuso il cantiere. Tant’è che i problemi si sono manifestati nell’ultimo tratto realizzato, mentre il primo ancora tiene.

    Resta il fatto che quella che un tempo era una delle principali vie commerciali del litorale, appare oggi degradata e svilita. Umiliata anche dal comportamento tutt’altro che civile di chi ha deturpato i lampioni, scambiandoli per mezzi di affissione, utilizzando nastri adesivi che ne hanno lordato la superficie.

    Insomma, oltre al problema del dissesto stradale, cresce di giorno in giorno anche quello della carente, per non dire del tutto assente, manutenzione dell’arredo urbano, in quella, è opportuno ricordarlo, che d’estate diventa l’unica area pedonale dell’intero litorale.

    Non nasconde la sua preoccupazione per questo stato di cose lo stesso presidente del Comitato Commercianti della via, Gabriele Dei Rossi, anche per il costante impoverimento dell’offerta commerciale dovuto alla chiusura di negozi. Anche questo contribuisce a rendere sempre più forte quel senso di abbandono che non è certo incoraggiante in vista dell’imminente stagione estiva.

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