Simone Bullo e Del Piero

Simone Bullo: da Burano a Treporti con il vizio del gol

Intervista all’attaccante biancorosso, capocannoniere della Seconda categoria

sabato 01 marzo 2014 · Sport · di: Fabio Maschietto
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  • 01.03.2014 · Sport · di: Fabio Maschietto
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  • Il girone O di Seconda categoria ha due squadre regine, il Noventa di Piave e il Treporti. Una coppia che sta facendo il vuoto alle sue spalle, con i piavensi che però hanno accelerato nell’ultimo periodo, portando a sette i loro punti di  vantaggio in classifica sui litoranei e mettendo una serie ipoteca sulla vittoria finale che vale la promozione diretta in Prima categoria. D’altro canto i litoranei hanno accumulato un divario enorme sulla terza (12 punti!) e, a dieci giornate dalla fine della stagione regolare, i play off sono ormai cosa fatta.

    Ma se tra le squadre due sono le regine, uno solo è il re tra i marcatori: Simone Bullo, punta biancorossa, capocannoniere, non solo del girone, con 23 gol all’attivo.

    Simone, classe 1993, vive e lavora Burano. Ecco come si racconta.

    Che descrizione faresti di stesso come giocatore?
    Uno a cui piace da matti buttarla dentro, che in campo fa il mestiere di attaccante con soddisfazione e, visti i numeri, con profitto. Non è che non mi sacrifico per la squadra e sono consapevole che il risultato collettivo conta di più di quello personale, ma confesso che amo cercarmi un po’ di gloria superando le difese avversarie e vedere il mio nome nel tabellino dei marcatori non mi dispiace.  I miei pregi, credo, siano la velocità e la precisione nel tiro. Ho un discreto dribbling, penso di essere freddo sotto porta e anche un po’ smaliziato, cosa che non guasta. I difetti? Quello più evidente è che in campo perdo la testa troppo facilmente e poi non riesco più a concentrarmi. Ma credo, anzi sono convinto, che con gli anni migliorerò anche questo aspetto caratteriale.

    Dove hai iniziato a giocare?
    Ho dato i primi calci al pallone a Burano e da lì ho cominciato il mio percorso calcistico, che è proseguito nei settori giovanili dell’AlvisianaMuranese, del Venezia, dell’Edo Mestre e del Laguna di Venezia, per poi approdare alla prima squadra del Burano e ora del Treporti. 

    Tra i calciatori affermati, qualcuno ti piace e ti ispira più di altri?
    Uno in particolare, no. Sono molti quelli che mi piacciano, che osservo e seguo con più attenzione, cercando di imitarne qualche gesto o di imparare qualche movimento. Ma più che emulazione, il mio è desiderio di migliorarmi.

    Lo scorso campionato di gol ne hai fatti 36, in questo sei a quota 23 e mancano ancora tante gare: dove vuoi arrivare?
    Quello della passata stagione, tra campionato e coppa, è stato un bottino di tutto rispetto. Sicuramente mi piacerebbe fare meglio ancora, ma se qualche gol in meno valesse la promozione, sarei più contento.

    La mancata promozione dello scorso anno ha lasciato l'amaro in bocca a Treporti. Quali sono le tue sensazioni per il finale di stagione?
    Non possiamo nasconderci: il nostro obiettivo è il salto di categoria. Lo scorso campionato ci siamo andati vicini ma non ce l’abbiamo fatta. Penso che questo sia l’anno buono, vuoi per la potenzialità della squadra, vuoi per il supporto della società e dell’ambiente. Ci crediamo tutti e, in fondo, la promozione sarebbe il giusto premio per il lavoro fatto fin qui.

    E le tue ambizioni per il futuro?
    Non ci penso. Voglio finire positivamente questa esperienza e raggiungere con la squadra l’obiettivo che ci siamo prefissati.

    Compagni o allenatori a cui ti senti particolarmente legato e che ti hanno aiutato più di altri a crescere?
    Mi sono sempre trovato bene con tutti, persino con mio fratello Maurizio che gioca nel Burano! Scherzi a parte, da tutti i compagni, giovani e vecchi, c’è qualcosa da imparare, e lo stesso vale per gli allenatori, dei cui insegnamenti ho sempre cercato di far tesoro.

    Da poco hai iniziato una nuova esperienza come aiuto allenatore di una squadra giovanile. Stai già studiando per diventare ‘mister’?
    Non so se in un futuro questo potrà essere il mio ruolo. Sto provando e posso dire che mi piace. Cerco di trasmettere ai piccoli quello che so, li aiuto a correggere i loro errori, li consiglio. Ma prima di insegnare bisogna imparare e io ho ancora molto da apprendere, poi vedremo.

    Resta il fatto che i più piccoli in te vedono il bomber della prima squadra…
    Spero di essere un buon esempio. A volte mi chiedono consigli o si complimentano... A loro suggerisco sempre di allenarsi con passione e di ascoltare il “mister”.

    Pensi che nel calcio conti maggiormente il risultato o si debba puntare essenzialmente sulla crescita, anche umana, dei giovani?
    Checché se ne dica, per me il risultato è la cosa più importante. Ma questo non significa rinunciare a lavorare per far crescere in tutti i sensi le nuove leve. 

    Altre passioni oltre al pallone?
    Il calcio è stato sin da piccolo la mia più grande passione. Certo, ho tanti altri interessi e hobby, tra cui viaggiare. Mi piace stare con la mia fidanzata, con gli amici. Insomma, mi piace godermi la vita.

    (nella foto, Simone Bullo insieme ad Alessandro Del Piero)

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