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Sanità, la Civica Cavallino-Treporti è con Zaia: “Meno Aziende e servizi migliori per i cittadini”

“Alla gente interessa essere curata e assistita in modo adeguato – afferma il consigliere comunale Angelo Zanella – e poco importa se a farlo è l’Ulss di Venezia, di San Donà, di Portogruaro o di Treviso”

lunedì 17 novembre 2014 · Sanità e Sociale · di: Stefano Zanella
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  • 17.11.2014 · Sanità e Sociale · di: Stefano Zanella
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  • E’ da tempo uno dei cavalli di battaglia del Governatore del Veneto, Luca Zaia, quello di valutare un’organizzazione territoriale diversa per la sanità veneta riducendo il numero delle Ulss, portandolo dalle attuali 24 (considerando anche le due Aziende ospedaliere di Padova e Vicenza e l’Istituto Oncologico) possibilmente a 7, vale a dire una per provincia. E su questa proposta la ‘Civica di Cavallino-Treporti’ è con lui.

    “Siamo con il presidente Zaia – sostiene Angelo Zanella – e sosteniamo pienamente questa sua proposta responsabile e di buon senso, perché, come ha lui stesso affermato, i cittadini sono più interessati alla qualità delle cure che alla scritta del numero dell'Asl sulla carta intestata. Così, una volta per tutte, si porrebbe anche fine alla diatriba relativa a quale Ulss debba appartenere Cavallino-Treporti”.

    “Ognuno di noi – continua Zanella – già oggi si rivolge, in base alle proprie esigenze e alle diverse patologie, alla struttura sanitaria e all’ospedale che ritiene il migliore per sé o per i suoi familiari, indipendentemente dall’Ulss di appartenenza. E così deve continuare a essere confidando che nella propria località di residenza funzionino adeguatamente quei servizi territoriali di cui più frequentemente abbiamo bisogno. Per questo è essenziale che Cavallino-Treporti possa continuare a disporre dei servizi offerti dal Distretto sanitario, che deve essere però potenziato e reso più funzionale di quanto lo sia oggi”.

    “Dobbiamo essere consapevoli che le risorse a disposizione sono sempre meno – conclude Zanella – e cercare quindi di risparmiare dove è possibile, ma senza intaccare la qualità della sanità veneta, che sicuramente deve essere perfezionata, ma rimane comunque una delle migliori in Italia. E se dobbiamo economizzare, facciamolo eliminando qualche sedia da manager è non qualche posto letto per gli ammalati: spendiamo meno soldi per la burocrazia ed investiamo di più sui  servizi per i cittadini”.

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