raccolta firme

Quattromila settecento richieste di chiarezza e giustizia, un patrimonio che appartiene Cavallino-Treporti

Lo straordinario lavoro di tanti volontari messo a disposizione della nostra comunità

venerdì 17 marzo 2017 · Sanità e Sociale · di: Redazione
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  • 17.03.2017 · Sanità e Sociale · di: Redazione
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  • Quattromila settecento firme raccolte chiedendo il documento a ogni sottoscrittore, per certificarne l’identità e la sua volontà di espressione, sono il risultato di un grande lavoro, generoso ed encomiabile, svolto da decine di volontari riunitosi in un Comitato sorto spontaneamente, ma sono soprattutto la prova indiscutibile dell’attenzione dei cittadini di Cavallino-Treporti per un tema vitale come quello dei servizi sanitari e la loro fortissima domanda di essere partecipi nelle scelte che riguardano la propria salute.

    Quelle 4.700 firme hanno un valore enorme per la nostra comunità, in termini numerici, morali e sociali, perché sono la manifestazione concreta di una corretta, civile e democratica ribellione a un atto di ingiustizia compiuto sicuramente per la prassi adottata e, aspetto maggiormente angoscioso, per le conseguenze che avrà sulle nostre vite.

    Sono quattromila settecento “perché” ai quali nessuno ancora si è degnato seriamente di rispondere: perché, con colpo di mano politico, il territorio di Cavallino-Treporti è stato fatto migrare da un’Ulss a un’altra? Un interrogativo vergognosamente ignorato sino ad ora, così come quello immediatamente conseguente: quali vantaggi derivano alla nostra popolazione da questa deportazione?

    Ci auguriamo che a dare una risposta sia al più presto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, a cui questi 4.700 cittadini di Cavallino-Treporti e le loro famiglie si sono rivolti, contando che anche in questa occasione difenda coerentemente quel valore da lui stesso considerato  irrinunciabile: il rispetto della volontà popolare.

    Le 4.700 firme sono per questo un patrimonio che appartiene all’intera comunità di Cavallino-Treporti, un bene da cui partire per promuovere in futuro altre iniziative, con la forza e l’energia che deriva dall’ampia adesione dei cittadini.

    Poco importa se la sindaca e i suoi assessori invece di ascoltare le migliaia di concittadini e dare supporto alla loro azione, hanno bollato la petizione come inutile e hanno avuto persino il cattivo gusto di mettere in dubbio la consapevolezza di chi firmava e l’onestà di chi raccoglieva le firme. Guardiamo il lato positivo: almeno adesso si sa con certezza chi è davvero impegnato a difendere i diritti di Cavallino-Treporti e a chi invece interessa innanzi tutto proteggere le proprie amicizie politiche. 

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