Ulss al polivalente

La Regione obbliga Cavallino-Treporti a cambiare Ulss: associazioni e opposizioni reagiscono, la sindaca obbedisce

Resoconto della riunione di giovedì 12 gennaio a cui hanno partecipato centinaia di cittadini

venerdì 13 gennaio 2017 · Sanità e Sociale · di: Stefano Zanella
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  • 13.01.2017 · Sanità e Sociale · di: Stefano Zanella
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  • Tanta, tantissima gente ha affollato il Centro Polivalente di Ca’Savio per partecipare all’incontro promosso dai consiglieri comunali di opposizione della Civica e di Idea Comune sulla scabrosa questione del trasferimento di Cavallino-Treporti dall’Ulss di Venezia a quella del Veneto Orientale, un trasloco forzato imposto dalla Regione Veneto e ormai nei fatti accettato in modo accondiscendente dalla sindaca Nesto e dalla sua Giunta.  

    Doveva essere l’occasione per rendere note le ragioni del referendum proposto dall’opposizione, invece la discussione inevitabilmente si è incentrata sulla volontà della maggioranza che governa il Comune di impedire ai cittadini di Cavallino-Treporti di esprimersi su un problema di vitale importanza come la qualità dei servizi sanitari e la tutela della salute della popolazione.

    I capigruppo Angelo Zanella e Claudio Orazio hanno spiegato come si è arrivati a questa situazione estremamente penalizzante per la gente del litorale, tra colpi di mano, acrobatiche giravolte politiche, promesse non mantenute, ingannevoli rassicurazioni da parte di esponenti regionali e della stessa sindaca e hanno evidenziato le clamorose contraddizioni, incoerenze e arrampicate sugli specchi della Nesto che, nascondendosi dietro un parere tecnico di inammissibilità, quanto meno discutibile, vorrebbe mettere a tacere la protesta di chi considera inaccettabile tale atto di prepotenza e vuole reagire a difesa dei propri diritti.

    Sono stati soprattutto i rappresentanti delle associazioni a denunciare con forza e con sdegno, sulla base della loro quotidiana esperienza, le gravi conseguenze del trasferimento di Cavallino-Treporti all’Ulss del Veneto Orientale. Gianfranco Bastianello della Uildm, Sauro Baldan di “Ci Siamo Anche Noi”, Davide Martin dei “Volontari del Soccorso Croce Verde” e Fabio Berton di “Peluches” hanno spiegato alla platea le tristi prospettive di ridimensionamento, se non addirittura di taglio, di numerosi servizi di cui oggi la popolazione del litorale beneficia. Il nostro lavoro di tanti anni – hanno evidenziato tra la rabbia e l’amarezza – verrà inesorabilmente vanificato e saremo costretti, se non si modificherà la legge regionale e se non ritorneremo nell’Ulss “Serenissima”, a ricominciare daccapo. Sempre che troviamo le forze per farlo, hanno spiegato, e per cosa, poi? Per cercare di ottenere dai nuovi interlocutori quello che oggi già abbiamo, ben sapendo che molte nostre conquiste non riusciremo a confermarle. E a rimetterci sarà la gente di Cavallino-Treporti.

    Bastianello ha quindi proposto, raccogliendo un caloroso applauso di consenso del pubblico, di organizzare una manifestazione in grado di scuotere gli animi e di far capire alla Regione la risolutezza della gente di Cavallino-Treporti di tornare nell’Ulss veneziana: “Blocchiamo il ponte di Cavallino”, ha detto, e da questa provocazione è subito scaturita l’idea di formare un comitato di cittadini che promuova questa e altre iniziative da aggiungere a quella del referendum.  

    A tal proposito, in risposta a quella che ormai molti considerano una complice sottomissione della sindaca ai diktat dei suoi amici in Regione, i consiglieri di opposizione hanno rilanciato il loro impegno: “Noi non ci arrendiamo”, hanno detto Zanella e Orazio.

    Erminio Vanin ha sottolineato che se vi fosse da parte della sindaca la volontà politica di dare voce ai cittadini attraverso una consultazione popolare, eventuali ostacoli rappresentati da norme e sentenze, anche riformulando il quesito referendario o individuando modalità diverse di effettuazione dello stesso, una soluzione si trova sicuramente. “Ma lei non ha voluto trovarla – ha sottolineato Vanin – perché la sua filosofia è quella che per i nemici le leggi si applicano, mentre per gli amici si interpretano. Il punto è che se i nemici fossimo solo noi consiglieri di opposizione, poco male. Molto più grave è se i suoi nemici sono tutti quei cittadini che democraticamente vogliono dire no a una scelta calata dall’alto e che ormai lei stessa, con il suo comportamento, sta avvallando”.

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