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Bastianello: “Ci basterebbe un grazie e invece subiamo critiche, umiliazioni e vandalismi. Così non si va avanti”

Il responsabile della Uildm e dello sportello di segretariato sociale denuncia la crescente ingratitudine per il lavoro svolto dai volontari e non esclude di chiudere tutto

venerdì 10 luglio 2015 · Sanità e Sociale · di: Erminio Vanin
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  • 10.07.2015 · Sanità e Sociale · di: Erminio Vanin
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  • “E se domani interrompessimo l’attività di volontariato che stiamo svolgendo da anni? Se improvvisamente spegnessimo i nostri cellulari e tornassimo a occuparci esclusivamente dei fatti nostri?”

    La domanda-ipotesi provocatoria è di Gianfranco Bastianello, vice presidente della Uildm di Venezia e responsabile dello sportello di segretariato sociale, iniziativa che dal 2006 a oggi è costantemente cresciuta, offrendo servizi di straordinaria importanza a molte famiglie del nostro litorale.

    Il suo è soprattutto uno sfogo, un moto di indignazione nei confronti di chi, tra i nostri concittadini, non ha ancora capito che i servizi offerti (e sottolineo offerti) derivano essenzialmente da un’attività di volontariato.

    “Noi non siamo dei dipendenti pubblici – precisa Bastianello – ma un gruppo di persone che dedicano gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie per aiutare il prossimo. E negli ultimi tempi siamo ripagati dalle lamentele di chi ritiene di dover aspettare troppo tempo il mezzo, senza capire che nei viaggi dobbiamo trasportare più passeggeri possibile, perché le nostre risorse non sono illimitate e perché comunque non siamo un servizio taxi!”.

    Ma non basta: Gianfranco racconta che qualcuno ha persino modi scortesi quando prenota un servizio, considerandolo un diritto e non invece un beneficio di cui dovrebbe essere semplicemente grato. “Siamo rimproverati anche dagli operatori degli ospedali nei quali portiamo i pazienti – spiega –, infastiditi perché non andiamo subito a recuperarli: ma il problema è che proprio i pazienti o i loro familiari non ci avvisano quando sono pronti per il rientro. Altri, addirittura malignano su un uso disinvolto da parte nostra degli ausili dati in comodato: a queste malelingue rivolgo l’invito di venire a vedere le fatture che testimoniano l’acquisto degli stessi da parte nostra”.

    “Per ultimo, non so se sia il caldo di questi giorni a far perdere il lume della ragione – aggiunge Bastianello – ma un ‘buontempone’ ha pensato bene di lacerare un pneumatico nuovo di zecca di uno dei nostri veicoli”.

    Gianfranco si dice “molto stanco e sfiduciato”, non tanto per il calo vertiginoso delle offerte registrato negli ultimi mesi, quanto per l’ingratitudine di molti concittadini, che “sommata ai numerosi episodi spiacevoli che prima ho descritto, fanno venir voglia di finire qui questa esperienza”. “Forse – conclude – è utile prenderci una pausa di riflessione, chiudendo  le nostre attività. Probabilmente allora qualcuno capirà di quale servizio dispone e il relativo valore sociale. Ma allora non vorrei fosse troppo tardi”.

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