rosalia molin paola costantini

Le telecamere di “Chi l’ha visto” a Ca’Savio per Paola e Rosalia

La trasmissione di Rai 3 continua a occuparsi della scomparsa delle buranelle

lunedì 13 gennaio 2014 · Cronaca · di: Redazione
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  • 13.01.2014 · Cronaca · di: Redazione
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  • Non fosse per la trasmissione “Chi l’ha visto”, il caso delle due ragazze di Burano, Paola Costantini e Rosalia Molin, zia e nipote, scomparse a Treporti il 27 ottobre 1991 in circostanze oscure e controverse, sarebbe caduto nell’oblio.
    A far riemergere più volte nel corso degli anni questa vicenda drammatica, in particolare per i familiari che invano da allora cercano di conoscere la sorte delle loro congiunte, è stata la trasmissione di Rai 3 le cui telecamere oggi sono ritornate nel litorale, filmando i lavori di smantellamento della scala del centro commerciale Punta Gialla di via Treportina.

    Dopo la puntata trasmessa il 18 dicembre scorso, durante la quale la conduttrice Federica Sciarelli, con la presenza in studio della sorella di Rosalia, Patrizia, del fratello di Paola, Lino e dell’avvocato di famiglia, ha ripercorso le tappe di questo doloroso calvario che dura ormai da oltre 22 anni, “Chi l’ha visto” tornerà a occuparsi della vicenda in una delle prossime puntate (in onda il mercoledì, in prima serata), mostrando, tra l’altro, le immagini registrate in queste ore all’entrata del Punta Gialla a Ca’Savio. Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione del complesso commerciale, infatti, è prevista la demolizione della scala di cemento, sicuramente antiestetica, che dal piano stradale conduce a quello superiore.

    E proprio nelle fondamenta di questo edificio, in costruzione all’epoca della scomparsa delle ragazze, si è ipotizzato possano essere stati occultati i loro cadaveri. Un’ipotesi come altre che nel corso di questo ventennio si sono succedute, ma sulla quale gli inquirenti sembrano ora voler andare a fondo, dopo che poco più di un anno fa è stato riaperto il caso.

    Che le indagini siano riprese con più decisione lo confermano anche le notizie apparse sulla stampa locale un paio di settimane fa, in base alle quali un pregiudicato di origine barese avrebbe descritto alla polizia il luogo nel quale sarebbero sepolti i corpi di zia e nipote, luogo che lui stesso avrebbe saputo da un altro pregiudicato.

    Sempre stando a quanto riportato dalla stampa, le due donne sarebbero state prima sequestrate e poi uccise da un gruppo di quattro uomini, che avrebbero fatto sparire i loro corpi in un’area dove un tempo esisteva un campeggio.
    Se così fosse, le ricerche nelle viscere dell’edificio commerciale di via Treportina a Ca’Savio non dovrebbero dare risultati.

    L’unica cosa certa è che le risposte ai tanti enigmi ancora non ci sono.

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